venerdì 25 novembre 2011

Allattamento al seno

LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE.......

L'allattamento al seno aumenta il quoziente intellettivo (QI) dei bimbi. Lo afferma il risultato di una lunga ricerca epidemiologica svolta da Wieslaw Jedrychowski dell'università di Jagiellonian, in Polonia, pubblicata di recente sull'European Journal of Pediatrics e riportata dal magazine Scientific American.

Sono innumerevoli le ricerche che negli ultimi anni hanno dimostrato la superiorità del latte materno su quello artificiale, sia per il corretto sviluppo del bebè sia per la prevenzione di molte malattie. Ma forse il latte di mamma fa qualcosa di più che assicurare al bebè una salute di ferro. Gli epidemiologi polacchi hanno seguito per alcuni anni 468 bimbi e misurato a più riprese il loro QI incrociando questi dati con il numero di mesi in cui erano stati allattati al seno.

E' emerso che i bimbi che hanno preso il latte materno hanno abilità cognitive più sviluppate e un QI proporzionale ai mesi di allattamento: mediamente il loro QI era 2,1 punti superiore ai coetanei non allattati al seno se i bebè avevano preso il latte materno per tre mesi; 2,6  punti in più se l'allattamento al seno è durato per 4-6 mesi; 3,8  punti in più se l'allattamento al seno è durato più di sei mesi.

A una domanda, però, gli studiosi non sono riusciti a dare una risposta "chimica": qual è l"ingrediente magico del latte materno che fa la differenza aiutando lo sviluppo dell'intelligenza del bambino?
Qui la scienza arriva a ipotizzare che possa non trattarsi di un semplice composto chimico che manca nel latte artificiale. Piuttosto, potrebbe essere un 'ingrediente' complesso basato sulla qualità del latte ma soprattutto sulla speciale interazione che si crea fra madre e figlio durante la poppata.

http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/gravidanza-e-parto/2011/11/24/news/bimbi_pi_intelligenti_se_allattati_al_seno-25522400/?ref=HRLV-1

martedì 15 novembre 2011

Violenze sui bimbi......

MILANO - Aumenta il numero dei bambini in Italia vittime di abusi e violenze: dai 4.178 reati registrati dalla Polizia di Stato nel 2009 si è passati ai 4.293 nel 2010. Forte l'incremento dei numero dei reati sulla prostituzione minorile: 55 in più del 2009. I minori vittime di violenza sessuale nel 2010 sono stati ben 763, a cui si aggiungono 349 vittime di violenza sessuale aggravata. Si ha poi notizia di 186 bambini e adolescenti picchiati da familiari e tutori, a tal punto da richiedere assistenza medica e da far scattare una denuncia per abuso dei mezzi di correzione e disciplina; 1.004 hanno invece subito gravi maltrattamenti in famiglia, 319 sono stati abbandonati.

Fino al 20 novembre un Sms al 45501.
I dati sono diffusi da Terre des Hommes  nell'ambito della sua campagna "IO Proteggo i Bambini" per la prevenzione della violenza sull'infanzia in Italia e nel mondo, a cui è abbinato fino al 20 novembre l'SMS solidale 45501. "Nella loro crudezza i nuovi dati della Polizia di Stato delineano una situazione d'emergenza che il nuovo governo non deve trascurare, o addirittura aggravare con ulteriori tagli alla spesa sociale per le famiglie, i Comuni e gli enti che si occupano di protezione dei bambini" sostiene Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes. Terre des Hommes sta anche sensibilizzando i Comuni d'Italia proponendo un Manifesto, redatto insieme al CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento all'Infanzia ), che impegni le istituzioni locali a considerare la prevenzione contro la violenza sui bambini e la loro protezione una priorità ineludibile.

Gli scopi. L'intento di Terre des Hommes, organizzazione da 50 anni attiva nella difesa dei bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall'abuso e dallo sfruttamento e per assicurare ad ognuno scuola, educazione informale, cure mediche e cibo, vuole sensibilizzare le istituzioni e il grande pubblico sull'importanza della prevenzione degli abusi sull'infanzia e far diventare ciascuno di noi "Custode dei Bambini", in Italia e nel mondo. La Giornata Mondiale per la Prevenzione della Violenza sui bambini, organizzata da Terre des Hommes si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La missione. Attualmente Terre des Hommes è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l'Unione Europea, l'ONU e il Ministero degli Esteri italiano

http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/11/15/news/reati_ai_danni_dei_bambini_i_numeri_sono_allarmanti-25027762/?ref=HREC2-3

mercoledì 2 novembre 2011

Steve come papà

Tutti sanno chi era Steve Jobs.....molti lo acclamano, tanti lo odiano per alcuni è indifferente.
Personalmente penso che era un uomo come tanti con delle paure naturali che, anche a me, alcune volte, passano per la mente.
Leggendo l'elogio funebre scritto dalla sorella c'è un passaggio che mi ha colpito veramente molto e vorrei condividerlo con voi, tradotto era più o meno così "Guardava negli occhi i suoi figli e sembrava non riuscisse più a staccare lo sguardo da loro».
La paura più grande che ti logora dentro quando sei malato o in punto di morte ed hai dei figli ancora piccoli è quella di non riuscire a dare loro tutto ...... ma proprio tutto quello che vorresti.

Io speriamo che mela cavo !!!!! (mela morsicata ovviamente)

giovedì 20 ottobre 2011

Ritorno al lavoro

Oggi finalmente sono tornato al mio lavoro.....bello bellissimo soprattutto per quella voglia di ritorno alla normalità che aspettavo da molto tempo.
Una cosa su tante mi mancava del mio lavoro ...... il ritorno a casa dai mostri!!!!!

giovedì 13 ottobre 2011

Un articolo inquietante

Su Repubblica.it ho letto un articolo abbastanza singolare dal titolo "Padri hacker e madri 007 così i genitori spiano i figli".
In breve, ma invito tutti a leggerlo per intero, l'articolo descrive come la nuova generazione di genitori è costretta a violare i pc,  i profili dei social network o peggio ad assoldare investigatori privati per capire come crescono e si rapportano con il mondo esterno i propri figli. 
I genitori coinvolti si giustificano per le "invasioni" nella privacy dei loro figli adducendo motivi legati al controllo della vita dei ragazzi, al fine di evitare brutti incontri e, visto che ormai la comunicazione verbale figli-genitori si è interrotta, cercano nuove strade per avere ancora un posto in prima fila, pertanto, molti di questi genitori hanno trasferito sul web le occasioni di incontro con loro.
Il discorso si ripete ed il problema è sempre lo stesso, come più volte ho ribadito nei precedenti post (dodici anni e padre consumista), dopo anni passati a negare la nostra presenza, improvvisamente ci accorgiammo che il nostro pargolo comunica meglio con il branco (a volte anche di sconosciuti) che con i suoi genitori.
Alcuni motivano questa mancanza di dialogo con l'onnipresenza del computer che porta all'isolamento e all'annullamento della conversazione.
 Personalmente, non sono d'accordo con questa teoria, anche perchè la volontà degli adolescenti di confidarsi più con gli amici che con i genitori ha radici vecchie come il mondo che nascono anche prima del pc.
I social network hanno cambiato la dinamica ma la sostanza è sempre la stessa, la classica frase, papà cinquantenne ad un figlio quattordicienne, " a' papà tu non capisci niente della vita" sicuramente non è stata coniata sul web.
Ribadisco, a costo di essere noioso, il problema non è il pc (oggi) o la televisione (ieri) o il bar (ieri l'altro), il problema, secondo me, sta nella mancata presenza costante nella vita dei bimbi da parte dei genitori e nella mancata fiducia da parte dei figli, fiducia che come il rispetto, non è innata nè un atto dovuto, ma si conquista piano piano, nel tempo...
Come sempre, aggiungo,  il guaio non sta nell'oggetto ma nell'utilizzo che se ne fa.

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/12/news/mamma_spia-23080765/?ref=HREC1-6

mercoledì 5 ottobre 2011

Il bello del blog

Il bello di essere amministratore di un blog, di un sito, di un forum o semplicemente appartenere ad un social network, è la possibilità di potere esprimere e, di conseguenza, condividere con tutti, amici, parenti, conoscenti e sconosciuti, i propri pensieri e sentimenti.
Io, per esempio, ieri, a due mesi dal trapianto, mi sentivo talmente felice per come mi sta andando la vita, che ho deciso di esternare a tutte le migliaia di lettori e lettrici del mio blog i miei sentimenti. Questo si chiama libertà di pensiero e di espressione, fondamenta sulle quali si DEVE basare un libero stato democratico.
Salvo che, in questi giorni, leggo che il governo in carica decide di riproporre una legge contro la libertà di espressione sui mezzi di informazione come giornali, blog o siti web in generale, la cosiddetta "Legge bavaglio".
Pur non volendo dare una connotazione politica a questo blog, (nasce per e con altri scopi) non voglio esimermi dal commentare una legge, a mio parere, completamente errata, che mina le basi di un Paese libero e democratico come il nostro.
E' vero che la classe politica, sia di destra che di sinistra, ci ha spinto ad un totale disinteresse per le sorti del nostro Paese, ma é anche vero che un paese prigioniero di censure, comunque esse vengano esercitate o intese, non è un buon posto dove vivere o da consegnare ai nostri figli.
Se possiamo, in qualunque modo lecito, abbiamo il dovere di sensibilizzare chi non sa o non ha ben capito cosa sta succedendo intorno a noi ed a cosa andiamo incontro con il nostro disinteresse.
Non dobbiamo assolutamente esercitare politiche basandoci su convenienze "dell'oggi", ma guardando al nostro futuro e, soprattutto, a quello dei nostri figli.

domenica 2 ottobre 2011

Bamboccioni......o no !?!

In questi giorni i giornali hanno ampiamente discusso dell'episodio dei genitori di Mestre che si sono rivolti a un'associazione di consumatori per indurre il figlio quarantunenne, "sistemato" e con uno stipendio sicuro ad andarsene di casa. 
Le statistiche dichiarano che l'età media in cui i figli escono dalla casa materna (e paterna), in Italia, è di 31 anni. E circa un terzo di coloro che hanno 34 anni  vive ancora con i genitori.
Negli altri Paesi Centro e Nord europei, dove però lo Stato, nonostante la crisi del Welfare, li sostiene maggiormente, i ragazzi escono di casa da giovani a circa venticinque anni.
Nel caso del quarantunenne allontanato di casa dai genitori non mi ha stupito tanto la"resistenza" del figlio-adulto, ma la ribellione dei genitori. 
Perchè in fondo, io credo, che a noi genitori avere i figli in casa piace, perché i figli sono sempre i nostri figli. 
Alcune volte, ad esempio, capita che i mostri vadano per qualche ora dai nonni, il primo quarto d'ora passa felice ed in silenzio, si può anche leggere o stare fuori in giardino tranquillamente, dopo di che la casa sembra vuota, silenziosa e senza più vitalità......dopo un pò rivoglio i miei bimbi frastuono compreso.
Non voglio immaginare loro grandi che vanno via di casa definitivamente e che lasciano me e mia moglie soli, anche se questo sò che questa é legge di natura, mi farebbe sentire troppo vecchio.
Vabbè per ora hanno sei e due anni e me li godo così...passerà ancora moooooltoooo tempo finchè saranno grandi tanto da andarsene....poi si vedrà......poi chissà....poi magari.....magari compreremo una casa più grande.